Suoni allo zoo

 

Dorme lo zoo,
rintocca mezzanotte,
scrive la luna
una grande <<Buonanotte>>.
Ma dalla gabbia
si leva, o forse è il vento,
di quanto in quanto
un urlo od un lamento.
Sono le bestie,
le bestie prigioniere
che nella notte,
libere ed altere,
sognano forse
di correre e volare
nelle foreste
di là dal vasto mare.

M.L.Magni

Mangiare allo zoo

 

Allo zoo oggi è tutto strano
per gli errori del guardiano.
L’elefante non riesce
a gustare certo il pesce.
E’ la foca assai seccata:
d’erba fresca ha una manciata!
Il leone di rabbia è pieno:
che può farsene del fieno?
Sbalordita la capretta
guarda il pasto: una bistecca!

A.Torelli

Filastrocca dello scimpanzé

 

punta il sole e là sul banano
lo scimpanzé fa ciao con la mano.
Volta la foglia di quel banano,
volta la foglia e si vede un tucano.
Ecco il tucano che suona il trombone
volta la foglia e si vede un leone.
Ecco il leone su di un guanciale
volta la foglia e si vede un cinghiale.
Ecco il cinghiale che marcia sicuro,
volta la foglia e si vede un canguro.
Il canguro è là sul binario
volta la foglia, c’è un dromedario.
Il dromedario ha la gobba in spalla
volta la foglia, c’è una farfalla.
La farfalla sul tulipano
volta la foglia…e là sul banano
lo scimpanzé fa ciao con la mano.

E. Fortis de Hieronymis

Filastrocca del cammello

 

Filastrocca per un cammello
giunto a Venezia su di un battello.
- Questo è il paese della cuccagna,
tutto è nell’ acqua, tutto si bagna.
Pensa all’ arsura del vasto deserto,
alla gran sete che là ha sofferto.
- Qui posso bere quanto mi pare.
E immerge il muso nell’acqua del mare.
Ingoia un sorso, un gran sorso…salato
che brucia la lingua, la gola e il palato.
Deluso si imbarca sul suo battello
diretto a casa il nostro cammello.
E sogna un’oasi nel deserto rovente
con un ciuffo di palme e l’acqua sorgente.

E. Fortis de Hieronymis

Pin Pin Cavalin

 

Pin Pin Cavalin
sota al pè del taulin
pan mol, pan fresc
induina che l’è quest.

Pin pon

 

Pin pon
tre galline e tre cappon,
per andar da mia sorella,
ci trovai una giovin bella,
che contava le ventitre:
uno, due e tre.

A B C

 

A B C
la mia gatta mi fuggì,
mi fuggì su per un pero:
gambe rotte e naso nero.

A B C
la mia gatta mi fuggì,
mi fuggì a piè d’un noce,
A B C e Santa Croce!
 

A B C

A B C
Il mio gatto fuggì,
mi fuggì di venerdì:
A B C

Peppe dà la pappa

 

Peppe dà la pappa al pupo,
il pupo dà la pappa a Peppe:
tanta pappa pappa il pupo
quanta pappa pappa Peppe.

Lucio e Decio

 

Lucio e Decio lisciano dodici gatti felici.